Pubblicato da: Emanuele Codispoti | 25 novembre 2009

Luci… e ombre!

Anche
quest’anno è arrivato il consueto appuntamento con l’illuminazione delle
festività natalizie. Siamo partiti in anticipo, largo anticipo (come gli altri
paesi del comprensorio), ma la scelta è caduta su un’illuminazione molto sobria
ed austera, in linea con “la crisi”, e che comunque, visti i lavori per il
sottopasso sulla 106, non distrae gli automobilisti. Anzi, le “pioggerelline”
motorizzate hanno un effetto “freccia” che molto lega con la segnaletica
stradale dei lavori in corso. Torna anche l’illuminazione, a “singhiozzo” a
dire il vero, su viale Armogida, lasciato al buio per diversi giorni. In
compenso però buio pesto su via Andrea Campagna, via Carlo Alberto Dalla Chiesa
e via Libero Grassi.
Sulle luminarie del centro storico invece mi rifiuto di esprimere alcun
giudizio!
A proposito di centro storico però, va fatto un discorso a parte per l’ufficio
postale, chiuso ormai da settimane. Le voci su una definitiva chiusura dell’ufficio,
smentite nei giorni scorsi da un manifesto dell’amministrazione comunale, le ho
sentite anch’io. Ma, più che “false e
tendenziose”
, a me sono sembrate
chiacchiere da bar, tipiche di qualunque paesino.
Per quanto riguarda invece il “puntuale e
concreto interessamento dell’Amministrazione Comunale”
, permettetemi di
riportare qui di seguito il brano di una e-mail (segnalatami da un attento e
premuroso cittadino) che il sindaco, in seguito all’alluvione del settembre
2000 (ma tuttora drammaticamente attuale), ha inviato al sito andreolesi.com:

 

“Il fenomeno per gravità e durata ha alterato
irreversibilmente la situazione socio-economico, ambientale ed idrogeologico
del nostro Comune, causando ingenti danni alle famiglie, agli agricoltori, alle
attività commerciali, alle strutture ed infrastrutture pubbliche e di interesse
pubblico. Tale fenomeno si è accentuato sia per la conformazione morfologica
del territorio costituita principalmente da costoni con inclinazioni di gran
lunga superiori a quelli di natural declivio con formazioni di rocce degradate,
sia per gli incendi che hanno devastato ripetutamente nell’ultimo ventennio il
nostro patrimonio agricolo e boschivo, sia anche per il lungo recente periodo
di siccità.

A quanto sopra bisogna aggiungere, inoltre, lo
stato di abbandono in cui versavano i fossi e torrenti presenti quali il fosso
Cupido, il torrente Bruno ed il fosso Mirarchi oggi mutato nella sezione di
deflusso in seguito ai lavori di ubanizzazione dell’omonimo Piano di
Lottizzazione; in particolare il torrente Bruno ed il Cupido hanno ricevuto da
monte incalcolabili metri cubi di detriti e massi (basti pensare che dal solo
torrente Bruno per una precaria messa in sicurezza è stato asportato nei lavori
di somma urgenza qualcosa come 30.000 mc di misto).”

 

http://www.andreolesi.com/news/news3.htm
(per leggere il testo per intero)

 

Ecco,
magari anche gli abitanti della zona Mirarchi avrebbero gradito quel puntuale e
concreto interessamento, visto che a distanza di 9 anni non è cambiato nulla!
E dopo gli alluvioni di quest’anno, il fosso Cupito ed il torrente Bruno
l’hanno ricevuta una precaria messa in sicurezza..? E quanti metri cubi di
misto sono stati asportati?!? Ed a parte la “trincea” scavata a mare, ce ne
sono stati lavori di somma urgenza..?

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