Pubblicato da: Emanuele Codispoti | 17 marzo 2009

…e adesso?

Cari amici vicini e
lontani, dopo le vicende di domenica 8 marzo, torniamo oggi a parlare dell’ex
“area occupata” al Vallone di Bruno. Non vi fornirò notizie sui fatti perchè
l’argomento è stato, ed è tuttora, trattato dettagliatamente e nei minimi particolari
sul blog di Francesco Ranieri (http://santandreainfo.blogspot.com/)
dove potete andare a rileggere l’esatta ricostruzione della cronologia degli
eventi.
E’ ovvio, ma mai scontato dirlo, che siamo tutti felici che la questione si sia
risolta, almeno per adesso, nel migliore dei modi e che una grande fascia di
terreno “precostiero” sia tornata al demanio, quindi al comune, quindi ai
cittadini. Sono contento per le scelte portate avanti dall’amministrazione e
per aver fatto di questa “battaglia” un punto fermo della loro politica.
Ma forse, assieme ai proclami, legittimi sacrosanti e dovuti, sarebbe anche
stato il caso di aggiungere un breve “mea culpa”. Non dico una pubblica
flagellazione tipo “vattienti” di Nocera Terinese, ma magari, come ultima
postilla, lì, in fondo alla pagina, dove quasi mai si riesce a leggere, almeno
una riga. Perchè..!? Perchè se è vero che si è voluto andare fino in fondo a
questa vicenda, è vero anche che le associazioni ambientaliste qualcuno a
S.Andrea le avrà pure portate… ed è stato firmato un accordo per un area
protetta!
Come conseguenza indiretta di ciò abbiamo avuto la non pulitura della fiumara
d’Alaca, con il disastroso risultato portato dall’alluvione del 1213 gennaio e
già illustrato in un post precedente. In oltre credo anche, e nessuno me lo
toglie dalla testa, causa del terrificante ritardo nella
presentazione/approvazione del piano spiaggia (a proposito, è dato sapere a che
punto è!?!) e di conseguenza della non presenza del Jungle Beach (ex Orso
Polare) e degli stabilimenti (o chioschi.!?!) di nuova progettazione. Insomma
una catena di eventi che, anche se conclusa positivamente (e per questo sarò
eternamente grato al sindaco e all’amministrazione), ha contribuito a rallentare
ulteriormente, cosa di cui non avevamo certo bisogno, lo sviluppo del nostro paese
rispetto al comprensorio.
Ma questo è il passato, quello che è già successo… resta da vedere ora cosa
si vuol fare e quali sono le intenzioni di utilizzo di un’area che, come
ripetuto più volte nelle ultime settimane, è di tutti. A questo punto, visto
che mi sono sentito dire che “non è vero” o che in realtà lì “ci su sulu
quattru gatti”, devo aprire una parentesi per segnalare due post su due forum,
argomento ovviamente spiagge naturiste.
Il primo è

http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=26&t=17232

nel quale leggiamo “Voglio segnalare anche la spiaggia di
sant’andrea, dove è possibile praticare il naturismo in piena tranquillità

su

http://forum.extravillage.it/viewtopic.php?t=7628

viene invece stilato un
elenco di spiagge e luoghi naturisti all’aperto tra i quali “all’altezza di San Sostene prima di
Sant’Andrea dello Ionio, una bellissima spiaggia, dai colori quasi caraibici,
dove in bassa-media stagione si ritrova una piccola comunità naturista
”.
Chiusa parentesi, torniamo alla fascia rientrata in possesso del comune per
capire quali interventi siano più urgenti per un immediato utilizzo da parte di
tutti. Intanto, e la butto lì così
come m’è venuta, si potrebbe, con un provvedimento d’urgenza (come avvenuto
anche in paesi limitrofi), utilizzare il materiale sabbioso presente in eccesso
sul letto del Cupito per riempire le vasche di Unusa (affettuosamente chiamate
dai cittadini “pisciazze”), e per realizzare quella pista in terra battuta che
collegherebbe finalmente l’attuale lungomare al Vallone di Bruno, togliendolo
così da quell’isolamento che ne ha fatto per anni la meta di pochi. La fascia
degli eucaliptus dovrebbe essere poi interessata da un importante opera di
pulizia, per eliminare tutti gli arbusti in eccesso, così come avviene già sul
versante opposto. Contemporaneamente andrebbero realizzati quegli accessi alla
spiaggia indispensabili affinché tutti possano usufruire di quel tratto di
arenile.
Insomma, di lavoro da fare ce n’è ancora tanto… speriamo comunque di poter
vedere qualcosa di significativo già per la prossima estate.

 

P.S. visto che nelle vicinanze tutti si sono più o
meno adoperati per dare una prima pulizia alle spiagge dopo l’alluvione (arminu
cacciaru a grossa!), mi chiedevo se anche per la nostra bellissima e
lunghissima spiaggia è previsto un intervento simile… o magari, in attesa che
arrivino i mezzi a luglio, nel frattempo andiamo in autogestione?!

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