Pubblicato da: Emanuele Codispoti | 8 marzo 2009

In una tranquilla domenica di marzo…

Con una così bella bella
giornata impossibile resistere alla tentazione di una passeggiata in mezzo al
verde ed alla natura. Quale meta migliore quindi, per godere di questa tiepida
domenica pre-primaverile, se non l’area da poco rientrata in possesso del
comune…?!?
Mi dirigo con la mia Uno verso il parcheggio del Vallone di Bruno, facendo ben
attenzione a non scansare nemmeno una fossa. La macchina traballa, scricchiola
e il tutto fa molto “Camel Adventure”. Arrivato parcheggio all’inizio della
salitina e noto subito, con grande meraviglia, una ragazza tutta sola, chiusa
dentro al suo piumino (c’era un po’ di vento) che, appena arrivata, si accinge
a fare due passi col cane. Si dirige verso nord, lato Alaca, io invece dalla
parte opposta, per dare un’occhiata alla zona da poco liberata e vedere se c’è
qualche bella novità. Faccio tutta la strada e, giunto in fondo, scendo verso
la spiaggia per tornare indietro.
A metà strada scorgo in lontananza due figure che, appollaiate come condor su
una duna adiacente il parcheggio, guardano fissi nella mia direzione. Una delle
due si dirige verso di me, l’altra resta immobile. A 100 metri di distanza
cambio direzione e punto verso le collinette. In maniera palese ed esplicita la
figura che si dirige verso di me prende anch’essa la direzione “d’e virdi”. A
quel punto, visto che non si sa mai, passeggiando lentamente mi metto a cercare
un “deterrente” tra le canne ed i legni che il mare ci ha restituito. Trovo un
bel bastone, corto e grosso…!
Intanto l’uomo è arrivato a poche decine di metri da me e, con fare
circospetto, appoggiandosi sul bordo di una barca bianca, comincia a farla
dondolare. Lo sguardo si fa insistente ed il sorriso sfacciatamente ammiccante,
come di chi aspetta l’attimo opportuno per palesare le proprie intenzioni. Da
dietro i miei occhiali scuri seguo i suoi movimenti e tiro dritto. Mentre
scendo dalle collinette verso il letto del torrente, dall’altra parte, l’altro
uomo si sporge per vedere che direzione prendo. Infastidito dall’invadente
presenza di questi due tizi mi dirigo verso la macchina con l’intenzione di
abbandonare la mia passeggiata. Poi però ci ripenso e, sempre col bastone in
mano, dal parcheggio mi dirigo verso Alaca. E qui comincia un lungo pedinamento
a distanza con uno dei due sempre dietro ed io avanti che ogni tanto mi fermo e
mi volto a controllare la situazione. Alla fine giro verso l’aranceto e ritorno
al parcheggio da una strada interna. Al mio arrivo non c’è più nessuno e le
macchine, anche quella della ragazza col cane, sono andate via.
Alla fine mi sono rovinato la giornata. Ed invece di passeggiare spensierato mi
sono ritrovato a camminare incazzato e a domandarmi nervosamente dove finisca
la libertà di questo tizio che mi segue insistentemente e dove cominci la mia! Perchè
si tratta di libertà. La libertà di una ragazzo qualunque o di una ragazza col
cane di passeggiare tranquillamente. La libertà di una madre di portare i
propri figli a vedere dove il nonno lavorava la terra tanti anni fa, magari
prima di andare in America.
Ecco, credo che per liberare la zona dall’isolamento ed evitare che questi
spiacevoli episodi si ripetano, la cosa più urgente da fare, ora che la zona è
tornata al demanio, sia quella pista di terra battuta che unisca la zona del
Vallone di Bruno al lungomare già esistente.

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Responses

  1. ciao Manù allora i 2 faranno parte di una grossa stirpe che da molto arregnano nella zona del nuovo parco naturale ossia oasi protetta per orango tango calabrese della varietà "culicieddì stritti,"con sede vallone di bruno, ne sò qualcosa in quanto prima di rendermi conto di tutto ciò avevo intentato di parchergiarmi col mio autobar in quel posto per esercitare la vendita di bibite se ben ricordo nel 1999 già la situzione era la stessa,ma in conclusione mi rendo conto che avevo sbagliato articoli di vendita e me nè andai…

  2. In effetti tra la "stirpe", come la chiami tu, quella parte della nostra spiaggia è molto apprezzata. E ti posso assicurare che nell’ambiente è conosciuta in tutto il basso jonio catanzarese… e non è un’esagerazione. Ad ogni modo ognuno col culo suo fa quello che vuole e comunque non è quello che interessa a noi… Sarebbe stato lo stesso (o peggio) se oggetto dell’attenzione fosse stata quella ragazza col cane, che di sicuro si sarebbe spaventata o preoccupata più di me.E’ l’isolamento della zona che ha portato negli anni a far diminuire in estate i frequentatori del posto a favore di altri che, come scritto in altri post, prediligono uno stile di vita naturista (al di là delle preferenze sessuali). Di lì, a farla diventare oasi protetta invernale per quella varietà di orango tango calabrese simpaticamente descritta da te, il passo è stato breve. Appresso a loro una schiera di guardoni e depravati dediti forse, come ricordava falsamente a proposito di me l’indimenticato Ciaramedda, all’autoerotismo. Capisci che diventa quindi fastidioso per chiunque fare due passi in spiaggia e veder sbucare sulle collinette queste figure (quasi sempre vestite di scuro) che ti fissano, poi si nascondono, poi risbucano più avanti, ti guardano ancora, ogni tanto fanno i vaghi e si girano a destra e sinistra… insomma UNA GRAN ROTTURA DI COGLIONI!

  3. Ciao Manu ho notato pure io che nella località Vallone guardian blue Gay,ci sono persone in giro che guardano a destra e a sinistra e fanno i vaghi…..cmq scusa se ti dico che secondo me ti volevono fare il servizietto…….statti attento per la prossima volta!!!!!Comunque ti do’ 2 consigli:uno sarebbe di portarti nu marrujju così gli rompi tutte le ossa…..la seconda di non andare piu’ solo in questa localita’ Vallone guardian blue Gay!!!!!!!

  4. Ecco, era proprio qui che volevo arrivare… sicuro che le intenzioni dei due fossero quelle di… "rimorchiarmi", quello che mi sembra assurdo e illogico è che una persona nel proprio paese non sia libera di andare a fare una passeggiata da sola. Per quanto riguarda il "marruggio" invece, basta dare un’attenta occhiata alla spiaggia, dove le varie mareggiate invernali ne portano a decine. Sull’uso che suggerisci, rompere le ossa, ho però qualche perplessità… so che la tua è una battuta, ma dobbiamo stare pur sempre attenti a non diffondere messaggi sbagliati.


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