Pubblicato da: Emanuele Codispoti | 5 febbraio 2009

Battisti in carcere in Italia!

Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria;
Lino Sabbadin, macellaio;

Pierluigi Torregiani, gioielliere;

Andrea Campagna, agente della Polizia di Stato.

Questi sono i nomi di quattro cittadini che, insieme a molti altri,
hanno perso la vita tra il 6 giugno 1978 ed il 19 aprile 1979, uccisi dalla
follia omicida di organizzazioni terroristiche che hanno tentato di sovvertire
l’ordine democratico in Italia.

Per questi quattro omicidi è stato condannato in forma definitiva
Cesare Battisti, che da oltre 25 anni si rifugia all’estero sottraendosi
vergognosamente alle responsabilità cui deve essere chiamato. Per molti anni la Francia ha ospitato e
protetto questo personaggio, coprendo con discutibili argomentazioni giuridiche
e politiche le colpe innegabili di un assassino.

Oggi la
stessa storia si ripete grazie al Brasile, il paese in cui Battisti è fuggito
non appena compreso il possibile cambiamento di atteggiamento delle autorità
francesi. Per quanto sappiamo, il ministero competente brasiliano si oppone
alla giusta estradizione che l’Italia ha chiesto, salvando così un criminale
dall’espiazione, pur tardiva, della pena a lui assegnata.

Rivolgiamo
questo appello:

al governo
brasiliano, che in nessun modo deve rendersi responsabile di aiutare Battisti.
In questo senso ha pronunciato parole giuste e rigorose il presidente della
Repubblica italiana Giorgio Napolitano; al governo italiano, che deve
dimostrarsi capace di ogni forma di pressione politica e diplomatica affinché
si faccia giustizia.

Nessun motivo
abbiamo di rivolgerci a Cesare Battisti, il cui comportamento dal 1978 a oggi parla da solo.

 

 

Il Tempo, 22/01/2009

 

 

Non so quanti di voi siano
a conoscenza del fatto che una delle vittime di Battisti, Andrea Campagna, era
un cittadino andreolese, un paesano, nato il 18 agosto 1954
e cresciuto a Sant’Andrea fino all’età di 11 anni,
quando assieme alla famiglia si trasferì a Milano.

Credo che da compaesani,
oltre che da cittadini Italiani, anche noi abbiamo il dovere di far sentire la
nostra voce.

Vi invito quindi ad
inviare una mail, con il vostro nome e cognome, alla redazione de Il Tempo

 

appellobattisti@iltempo.it

 

scrivendo come oggetto: Battisti in carcere in Italia.

Per vedere chi ha già
firmato o come procede la raccolta firme potente utilizzare il seguente link:

 

http://iltempo.ilsole24ore.com/

 


Potete inoltre copiare ed
incollare il testo dell’appello scritto dal giornale (quello in corsivo in
alto per intenderci) ed inviarlo via mail all’Ambasciata Italiana del Brasile a Roma all’indirizzo:

info@ambrasile.it


Grazie a tutti.

P.S. la modifica del link per controllare le firme si è resa necessaria (grazie anche alla segnalazione di diversi lettori) in quanto il precedente indirizzava solo alla prima delle undici pagine dove potete trovare tutti i nomi di chi ha già firmato l’appello.

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Responses

  1. Con tutto il rispetto per tutte le vittime di tutti i crimini in tutte le zone del mondo, ma stasera al TG1 hanno fatto vedere dove sta battisti in Brasile: in una cella di un carcere di massima sicurezza. Dai discorsi dei vari media io credevo che un assassino circolasse libero sulla spiaggia di ipanema.

  2. Credo di non aver capito…Cioè, rispettiamo le vittime (in maniera generica), ma visto che questo tizio è in un carcere di massima sicurezza e non sta in spiaggia (ancora), allora non è il caso di fare tutto questo baccano?!?!?!Dovevano strappargli le unghie dalle dita perchè si levasse questo coro di protesta o sono sufficienti gli anni passati a caviale e champagne sugli Champs-Elysées??

  3. un po non hai capito e un po non mi sono spiegato bene, non avendo seguito la faccenda e sentendo la televisione, sentendo anche discorsi di miei colleghi o conoscenti ho notato che molte persone, me compreso, pensavano che questo pluriomicida stesse libero. la mia perplessità riguardava l’informazione televisiva che è sempre meno chiara. Chiarito questo la mia personale opinione è proprio come tu l’hai capita: che le vittime vanno rispettate tutte. Quando invece i mezzi d’informazione martellano solo su (in ordine sparso e solo a titolo d’esempio) Battisti Englaro Cogne Erba Meredith e tralasciano o cmq quando ne parlano dedicano un decimo o un ventesimo del tempo a (in ordine sparso e solo a titolo d’esempio) le centinaia di bambini di gaza morti in un mese, i 1300 morti sul lavoro all’anno, allora tutto questo baccano è solo circo mediatico del quale (circo mediatico) non me ne frega un emerito c….


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