Pubblicato da: Emanuele Codispoti | 17 gennaio 2008

Puzza di bruciato…

Bene bene bene…. quello su cui voglio nuovamente attirare la vostra attenzione oggi è il discorso che riguarda il FAI. Già, perché l’argomento è stato ampiamente trattato a settembre e perché è da li che comincia tutto. Quanti si sono persi quei passaggi, non li conoscono o semplicemente vogliono dargli una “rispolverata”, possono leggerli andando nella sezione blog e ciccando su “settembre 2007”. Gli articoli in questione si trovano a fondo pagina e sono:

 

Le verità nascoste, 18 settembre

A proposito del Fai, 18 settembre

Date, dati e dubbi, 20 settembre

 

A distanza di qualche mese quindi la puzza, che allora pare sentissi solo io, sembra essere arrivata anche ai “piani alti”, per così dire. In mano ho “il Domani” di oggi, scusate il gioco di parole, e un sorriso formato 32 denti stampato sul mio bel faccione.

Il motivo è il seguente articolo di Francesca Chirico:

 

S.ANDREA SULLO JONIO Il sindaco Lijoi torna sulla vicenda dell’oasi protetta e attacca le associazioni ambientaliste

Durissimo scontro con Legambiente

<I paladini del “verde” urlano contro il Comune attribuendogli colpe ingiustificate>

Abbiamo dato mandato ad un avvocato di verificare se ci siano gli estremi della calunnia. In caso affermativo abbiamo intenzione di presentare formale querela perché quella in atto è una vera e propria campagna tendente a minare l’immagine di un paese che Legambiente e Fai non hanno minimamente contribuito a costruire. Nella battaglia decennale per la salvaguardia della nostra costa contro speculatori e pseudo-imprenditori che la considerano un bene privato siamo sempre stati soli”. Faticosamente raggiunto nell’aprile scorso con la firma di un protocollo d’intesa che riconosceva il comune impegno nella “conservazione dell’integrità ambientale e dei valori naturalistici di ambienti marino-costieri”, l’idillio non è durato. Peggio. Rischia di trasformarsi in battaglia legale con l’amministrazione comunale di Sant’Andrea sullo Jonio profondamente contrariata dalla nuova iniziativa di Legambiente, Fai e WWF, domani mattina protagonisti di un incontro dedicato al destino del suggestivo tratto di spiaggia compreso tra il fosso Cupido e il torrente Alaca. “Il Comune ci deve spiegare che intenzioni ha”, tornano infatti ad alzare la voce gli ambientalisti che sulla costa andreolese sognano l’istituzione di un’area protetta e, come nel marzo 2007, manifestano il timore di possibili cementificazioni legate al prossimo Piano Spiaggia. Preoccupazioni che oggi come allora il sindaco di Sant’Andrea, Maurizio Lijoi, giudica incomprensibili nel merito e inaccettabili nel metodo. “Intanto si preoccupano per un Piano che ancora è in via di definizione. E poi, se la nostra spiaggia conserva ancora la natura incontaminata che ci inorgoglisce è per merito esclusivo della cittadinanza andreolese e delle amministrazioni che hanno fatto precise scelte ambientaliste. I paladini del verde che oggi urlano contro il Comune, attribuendogli l’intenzione di cementificare la costa, si attribuiscono meriti che non hanno e, soprattutto, manifestano una preoccupazione unidirezionale che sembra voler colpire esclusivamente l’amministrazione di Sant’Andrea” ragiona il primo cittadino chiedendosi, polemicamente, “come mai il Fai e Legambiente non hanno mai speso una parola nei confronti di chi, a Sant’Andrea, ha occupato oltre un chilometro di costa impiantando aranceti e cancellando un sentiero su terreno demaniale, o chi ha costruito un impianto di “acqua coltura” a pochi passi dal torrente Alaca. In queste vicende, stranamente, gli ambientalisti hanno taciuto e il Comune è sempre rimasto solo conducendo le sue battaglie anche davanti la Procura della Repubblica, con regolare denuncia”. E nell’affilare le unghie che sabato alle 11:00 tirerà fuori in Comune per l’annunciata “controconferenza” sull’area protetta, Lijoi invita Legambiente a “spaziare” nelle sue battaglie: “Si occupassero anche della pineta di Giovino e la smettessero di darci lezioni di ecologia mentre trascurano i veri Obbrobri della Calabria per condurre una campagna dagli obiettivi poco chiari”.

 

Non vi dico la gioia nel leggere le parole del nostro Sindaco… sono veramente contento di trovarlo bello incazzato, e non scherzo. L’argomento è abbastanza delicato, di quelli nei quali si cammina in bilico tra querele e denuncie per intenderci, ma visto che in due passaggi lui ha lanciato qualche frecciatina, non posso che prendere l’arco in mano e schierarmi dalla sua parte!

Intanto mi sento di aggiungere alle sue parole altre due domandine per quelli del Fai e di Legambiente:

a)    dove eravate quando centinaia di ulivi secolari venivano tagliati?

b)    dove eravate mentre il nostro pino secolare moriva?

Detto questo, torno al mio ben più noto ruolo di rompicoglioni e comincio a lanciare le mie di frecce.

La cosa già puzzava da fare schifo a settembre, ma adesso, di ritorno dalla città eterna, ho davanti un “disegno” vomitevole… di quelli alla De Magistris.

Se nei salotti della politica e della Roma “bene” si parla di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (buco del culo del mondo), scusate ma c’è qualcosa che non va. E allora, visto che gli anni ‘50 sono lontani e oggi le “personalità pubbliche” sono riconosciute da TUTTI, mi torno a chiedere:

Chi ormeggia lo yacht davanti la spiaggia che va dalle “pisciazze” al Vallone di Bruno? Chi frequenta quella spiaggia? Se non si fa il lungomare, chi continua ad avere l’accesso diretto alla spiaggia? E soprattutto, che cazzo gliene viene?

Beh, domani mattina appuntamento alle 10 al comune di Soverato… vedremo chi c’è, cosa diranno…

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Responses

  1. grazie emanuele……mi fa molto piacere restare informato sulle vicende del nostro paese….in definitiva esprimo piena solidarieta’ a tutta la giunta e al sindaco. continua cosi’.

  2. SE NON ESISTEVI BISOGNAVA INVENTARTI CONTINUA COSì SEI SULLA BUONA STRADA PER UN FUTURO TRAGUARDO CON LE 9 CONSIGLIERE!!!!! SLURP…….

  3. 🙂 hihihihihi….


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