Pubblicato da: Emanuele Codispoti | 17 novembre 2009

Il Punteruolo ferruginoso

Il
Punteruolo rosso, in latino Rhynchophorus ferrugineus, è un
coleottero curculionide molto apprezzato ai tropici come prodotto culinario,
solitamente cucinato alla piastra o pestato nel mortaio. In occidente invece è
tristemente famoso per i danni irreversibili che provoca alle palme.

 

Pianta ospite: Tutti i generi di palma possono essere attaccati,
ma in particolare la palma da dattero per via dei suoi tessuti vegetali
particolarmente teneri e ricchi di nutrienti, la palma da cocco e le palme
ornamentali del genere Phoenix, Chamaeops, Washingtonia.  Le
palme sono colpite da numerosi insetti, tuttavia il Curculionide ferruginoso è
da ritenersi tra i più pericolosi.

Descrizione e ciclo biologico: L’insetto, probabilmente
originario dell’India meridionale, si è poi diffuso anche nell’Asia
sud-orientale dove è noto soprattutto per gli ingenti danni arrecati alle
piantagioni di palma da cocco. Intorno agli anni ’80 iniziarono le prime
segnalazioni di questo patogeno anche negli Emirati Arabi, in Egitto, in Giordania,
in Israele e nei territori palestinesi e verso la fine degli anni ’90 è stato
rinvenuto anche in Spagna ed in Italia.
L’adulto di Rhynchophorus ferrugineus presenta una tipica colorazione
rossastra, cui deve il suo nome, con striature nere di forma e numero
variabile. La lunghezza del corpo può oscillare tra i 19 ed i 45 mm.
I maschi e le femmine si accoppiano più volte durante il ciclo vitale. Le
femmine depongono le loro uova in fori praticati con il rostro sia nelle parti
vegetali sane, sia nelle ferite e nelle cicatrici già presenti sulla pianta. Il
numero di uova deposte in totale da una femmina può variare da alcune decine a
svariate centinaia (200-300). La schiusa avviene in circa 3-5 giorni e dalle
uova fuoriescono giovani larve apode lunghe circa 5 cm di colore biancastro e
con il tipico capo di color bruno. La larva inizia immediatamente a nutrirsi
dei tessuti vegetali scavando lunghe gallerie in direzione dell’apice della
pianta. A maturità le larve cessano le loro attività e
costruiscono i bozzoli utilizzando fibre della pianta ridotte in fili sottili e
lunghissimi.

Lo
svernamento avviene all’interno dell’ospite colpito, pertanto l’insetto è in
grado di sviluppare attacchi in qualsiasi periodo dell’anno.

Analisi
visiva
: L’insetto può attaccare sia la chioma che il tronco
della palma generalmente ad un’altezza di 1,50-2,00 metri da terra. Con
l’aumento della temperatura, l’aggressività del patogeno aumenta e gli attacchi
possono avvenire anche a carico del colletto e della chioma.
Il danno è causato dalle giovani larve che, con le loro gallerie possono
compromettere la stabilità della palma fino a determinarne la caduta. Dalle
aperture praticate sul tronco inizia a fuoriuscire una sostanza resinosa di
color bruno costituita dalle escrezioni larvali miste a succhi vegetali. Il
fluido, per l’insediarsi di batteri, diventa in breve tempo maleodorante e
comincia a colare lungo il fusto delle piante colpite portando con se’ anche
parte della segatura prodotta durante lo scavo. Si nota dapprima il deperimento
di alcune foglie, poi la morte della pianta che sopraggiunge nell’arco di 1-2
anni in funzione dell’età e dello stato sanitario iniziale.

Difesa:
Data la pericolosità dell’insetto, già da tempo nei Paesi maggiormente colpiti
si attuano diverse misure preventive prima fra tutte la bruciatura delle piante
tagliate o disseccate.
La cura vera e propria, invece, consiste nell’impiego di prodotti chimici a
base di esteri fosforici e di altri principi attivi quali Carbaryl, Chlorpyrifos
Diazinon e Deltametrina, distribuiti tramite iniezioni ai tronchi o con
interventi a tutta chioma. Le iniezioni vengono praticate mediante aghi e
tubicini in PVC del diametro di 16
mm. Non meno impiegate sono inoltre le trappole a
ferormoni sintetici e ad esche alimentari adottate per la cattura massale e per
il controllo del curculionide.
Recentemente il Dr.Agr.Nabawy Metwaly ha iniziato a sperimentare una cura
basata sull’endoterapia. La miscela iniettata è principalmente costituita da
prodotti chimici di ultima generazione e, in alcuni casi, da prodotti
biologici. In entrambi i casi i risultati conseguiti sono decisamente
incoraggianti.

 

L’insetto
è classificato a livello “ALERT” dall’European and Mediterranean Plant
Protection Organization e non è escluso che venga introdotto nella normativa
europea come organismo da “quarantena”. In Italia, nello specifico, un gruppo
di lavoro coordinato dal Servizio Fitosanitario Centrale presso il Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, sta elaborando una normativa
per la “Lotta obbligatoria”.

 

Fonte
greenworldconsulting.it

18/11/2009
P.S. visto che qualcuno oggi mi ha chiesto il perchè di questo post (anche se non mi sembrava così difficile da capire) è il caso forse di sottolineare che un altro simbolo del nostro paese è in grave pericolo. Sto parlando ovviamente della palma che si trova nel giardino della Chiesa di S.Andrea. Ecco, si spera che qualcuno abbia pensato che forse è il caso, almeno QUELLA palma, di sottoporla ad un trattamento. E’ stato fatto, non è stato fatto, non si sa…

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Responses

  1. Quindi i fusti lasciati producono milioni di larve,di Cuculionide chè VIAGGIANO…andrebbero tagliati è bruciati i fusti da come leggo.,

  2. La forza distruttiva dell’insetto sta proprio nella massiccia riproduzione e nel fatto che spesso i privati colpiti aspettino mesi prima di abbattere e far distruggere i fusti. Anche perchè il fusto di palma è considerato "rifiuto speciale" e quindi i costi di smaltimento sono molto elevati. Le vicine Puglia ( http://www.regione.puglia.it/index.php?anno=xxxix&page=burp&opz=getfile&file=5.htm&num=176 ) e Sicilia ( http://www.ulapino.it/sciatiri-a-matri/375-il-punteruolo-vi-ammazza-la-palma-la-regione-vi-aiuta-ad-abbatterla.html ) contribuiscono alla procedura… in Calabria non saprei. Ma probabilmente, con l’avvicinarsi delle primarie, Loiero avrà altro a cui pensare!

  3. Caspita….


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